Secondo l'ultimo Rapporto annuale sulla competitività della Croazia, nel Paese si registra un grande dislivello tra il risparmio nazionale e gli investimenti (figura 1), essendo la struttura di questi ultimi il riflesso della crescita degli stessi e di un basso livello di produttività.
Figura 1. Investimenti e risparmio nel 2004 (% PIL)
Fonte: Eurostat, INS (* I dati relativi a Irlanda e Romania si riferiscono al 2003)
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Durante gli ultimi anni uno dei principali promotori della crescita è stato rappresentato dai grandi investimenti pubblici, che hanno realizzato risultati diretti ed indiretti sull'economia e in particolare nei settori dei servizi edili, della produzione e del commercio dei materiali edili e dell'attrezzatura, della costruzione di macchinari e dell'industria elettrica. (tabella1).
Tabella 1. La struttura settoriale degli investimenti in Croazia, secondo la destinazione degli investimenti (in%)
Fonte: comunicazioni dell'Istituto nazionale di statistica
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Rallentando la crescita degli investimenti da parte dello Stato si apriranno nuovi spazi per gli investimenti privati. Se questi non riusciranno a realizzarsi, ci saranno limitate possibilità di crescita a causa dell'esistente dislivello tra gli investimenti e il risparmio, pari al del 7,8 % del PIL.
Gli investimenti stranieri diretti dal 1996 a oggi hanno registrato una crescita, iniziata da quando la Croazia non è stata considerata più zona ad alto rischio politico (figura 2). Sebbene la Croazia, prendendo in esame l'indicatore degli investimenti diretti realizzati, rientri nel novero dei Paesi di transizione europei maggiormente attrattivi, questi nella crescita finora registrata non hanno rivestito l'importanza avuta invece in Polonia, in Ungheria o nella Repubblica Ceca.
Figura 2. Gli investimenti stranieri diretti nella Repubblica di Croazia dal 1993 al primo trimestre del 2005
Fonte: www.hnb.hr (7 settembre 2005)
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La struttura degli investimenti stranieri diretti in Croazia è stata nel recente passato sfavorevole, in particolare perché una parte rilevante di questi è stata indirizzata agli investimenti di portafoglio, la maggior parte nel settore finanziario (24,36%). La metà degli investimenti (48,9%) è stata realizzata nelle seguenti attività: mediazione finanziaria, telecomunicazioni e produzione di preparati farmaceutici. Ciò è conseguenza della privatizzazione delle banche croate, nei cui portafogli un'importante quota in proprietà è di origine italiana, della privatizzazione della società di telefonia pubblica croata e della vendita delle azioni della società di produzione farmaceutica "Pliva". Una partecipazione significativa c'è stata anche negli investimenti in attività finalizzate allo sfruttamento delle risorse naturali.
Si è trattato principalmente di investimenti che sono il risultato di processi di privatizzazione, il cui obiettivo è stata la rilevazione delle capacità esistenti, quindi investimenti brownfield. Sono mancati invece investimenti che avrebbero permesso di aprire nuovi impianti produttivi, per mezzo dei quali si sarebbe potuta realizzare un'opera di modernizzazione e la costruzione della moderna struttura produttiva (tabella 2).
Tabella 2. La struttura degli investimenti stranieri diretti nella Repubblica di Croazia, secondo i settori d'investimento (in%)
Fonte: www.hnb.hr (7 settembre 2005)
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Suddividendo il totale degli investimenti per paese d'origine (tabella 3 e figura 3), si nota come l'investitore più importante in Croazia sia l'Austria con una partecipazione del 28% sul totale, pari a 3,1 miliardi di US$ investiti. L'Italia occupa il quinto posto con 689 milioni di US$ investiti, ovvero con una partecipazione pari al 6.25% degli investimenti stranieri diretti nella Repubblica di Croazia. Gli investimenti italiani sono comunque maggiori rispetto alla quota statistica illustrata. La banca italiana BCI, infatti, ha pagato 315,6 milioni di US$ attraverso il Lussemburgo per la "Privredna Banka Zagreb". Se si aggiunge tale dato agli investimenti italiani, si vede come questi ammontino a oltre 1 miliardo di US$ (1.005 miliardi), portando l'Italia al quarto posto tra gli investitori in Croazia, con una partecipazione pari al 9,11% sul totale degli investimenti complessivi.
Tabella 3. La struttura degli investimenti stranieri diretti nella Repubblica di Croazia suddivisi per paese (in%)
Fonte: www.hnb.hr (07 settembre 2005)
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Figura 3: La struttura degli investimenti stranieri diretti nella Repubblica di Croazia suddivisi per paese (in%)
Fonte: www.hnb.hr (7 settembre 2005)
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Secondo il Rapporto sugli investimenti pubblicato dalle Nazioni Unite nel 2004, la Croazia nel periodo tra il 2000 e il 2002 rientrava nel gruppo dei paesi più quotati, considerando il rapporto dell'indice del potenziale e l'indice di rendimento degli investimenti. Tale gruppo era formato da 47 paesi sui 144 analizzati. La Croazia è stata per la prima volta inserita nel gruppo dei paesi maggiormente quotati nel 1999. L'indice del potenziale d'investimento determina alcuni fattori che rendono il paese potenzialmente attraente per gli investitori stranieri, mentre l'indice di rendimento esprime gli investimenti ricevuti rispetto alla grandezza economica del paese. L'indice di rendimento è calcolato in rapporto alla partecipazione del paese ai flussi complessivi degli investimenti stranieri diretti e al reddito mondiale (prodotto interno lordo).
Tuttavia in Croazia sono ancora presenti numerosi problemi che non sono stati risolti a causa dell'insufficiente afflusso degli investimenti stranieri, rispetto al fabbisogno necessario per garantire lo sviluppo del Paese. Tra le limitazioni si annoverano: la produzione legislativa inadeguata, la lentezza della pubblica amministrazione nelle pratiche di apertura di nuove imprese e la corruzione, il mancato aggiornamento dei libri fondiari, l'insoddisfacente livello delle infrastrutture economiche, in particolare il cattivo stato delle ferrovie e l'insufficiente collegamento delle infrastrutture stradali, nonostante i notevoli investimenti degli ultimi anni.
Il Governo della Repubblica di Croazia, allo scopo di migliorare le condizioni per attirare investitori stranieri e realizzare un'area imprenditoriale più attraente, nell'ambito del programma economico di preadesione all'Unione europea ha introdotto il concetto del one-stop shop. Recentemente è stato istituito da parte del Governo il servizio HITRO.HR, per snellire la comunicazione dei cittadini e dei soggetti economici con l'amministrazione dello Stato. Lo scopo è quello di elevare la qualità dei servizi, aumentando la celerità, l'efficacia, la trasparenza e la flessibilità del lavoro dell'amministrazione statale. Il servizio HITRO.HR si trova nelle quattro più grandi città croate (Zagabria, Spalato, Fiume e Osijek) e a Vukovar. In queste città, presso gli sportelli della Agenzia finanziaria (FINA) si possono ricevere tutte le informazioni riguardo la costituzione di società e di esercizi commerciali. Inoltre, già adesso, si possono svolgere tutte le pratiche necessarie per la costituzione di una società commerciale presso un unico sportello.
Nell'ambito del one-stop shop si istituisce un'agenzia per attrarre in modo attivo gli investimenti greenfield orientati all'esportazione, che possono dinamizzare la crescita economica, modernizzare la produzione e la struttura economica. Si prevede che l'agenzia istituita nell'ambito del programma principalmente coadiuvi gli investitori (fornendo informazioni e consulenze) e generi investimenti (trattative con nuovi investitori, ricerca attiva degli investitori, partecipazione alle conferenze degli investitori), come pure che lavori sull'immagine della Croazia per renderla appetibile quale destinazione di investimenti e affari, che trasmetta l'esperienza del lavoro con gli investitori ai titolari della politica economica e proponga le misure per il progresso del contesto economico. Oltre all'ufficio centrale di Zagabria è prevista l'apertura di uffici regionali a Fiume, Spalato, Osijek e a Varazdin, nonché la creazione di una rete internazionale formata dagli impiegati dell'agenzia e da consulenti stranieri con l'appoggio delle rappresentanze diplomatiche croate.
L'azione operativa dell'agenzia si svolgerà attraverso il lavoro di staff strutturati secondo i criteri d'attività della stessa e di divisione settoriale e geografica. E' previsto che tre staff si occupino di:
- attività legate alla formazione dell'immagine, attività di promozione, organizzazione di seminari, elaborazione di materiali promozionali, cataloghi, brochure, CD-rom promozionali e simili;
- trasmissione delle esperienze di lavoro con gli investitori e le istituzioni competenti per la politica economica, individuazione dei vantaggi e delle carenze del contesto economico nazionale rispetto ai paesi vicini e la loro presentazione ai potenziali investitori, proposizione alle istituzioni competenti per la politica economica dei metodi per la rimozione delle barriere esistenti riferite agli investimenti;
- amministrazione e coordinamento della rete interna (uffici regionali), relazione tra l'Agenzia e alcune istituzioni e strutture regionali, individuazione di bisogni e necessità, screening delle possibilità e delle peculiarità di ogni regione, elaborazione delle richieste espresse a livello regionale.
Gli altri staff si occuperanno delle necessità degli investitori, svolgeranno una ricerca attiva finalizzata al procacciamento degli stessi, collaboreranno alle conferenze degli investitori già stanziati e ai negoziati con quelli che intendono stanziarsi, alle ricerche sul mercato, di alcuni suoi settori e necessità, seguiranno e analizzeranno i flussi mondiali degli investimenti diretti, i lavori analitici, la conoscenza dei processi d'investimento, si occuperanno dei post-investimenti, dell'individuazone dei problemi che si manifestano nel processo di negoziazione e la loro soluzione. Ognuno di questi sette staff si occuperà anche di alcuni campi settoriali e geografici.