Il sondaggio effettuato dalle organizzazioni sindacali componenti il Consiglio Sindacale Interregionale Friuli Venezia Giulia/Veneto/Istria Croata CGIL, CISL, UIL, SSSH riguardo al trattamento dei lavoratori delle imprese italiane in Croazia non ha dato risposte particolarmente esaurienti. La situazione sul campo è molto variegata, stando alle informazioni ottenute dai sindacati regionali in merito all'attività delle imprese italiane in Croazia. Simile situazione dicasi per quanto riguarda l'organizzazione dei diritti sindacali dei lavoratori di queste filiali. Anche se l'entità del campione rilevata dai questionari compilati e restituiti non è sufficientemente rappresentativa in riferimento al numero delle imprese e delle attività, in quei settori del mondo del lavoro croato per cui il numero dei questionari è stato soddisfacente, si possono ricavare le rispettive conclusioni utili per le future attività dei sindacati. Ci si riferisce principalmete all'industria tessile e del settore del legno, nonché al commercio. Il fatto che i lavoratori che hanno compilato i questionari siano impiegati in imprese impegnate in vari settori industriali (industria legnaria, tessile, del vetro, del materiale edile, degli utensili) permette presumibilmente di giungere a conclusioni anche per le altre imprese che operano nei medesimi settori.
I questionari compilati contengono in linea di massima dati sulle piccole e medie imprese nelle quali sono principalmente occupati lavoratori croati. Il numero dei lavoratori italiani, impiegati, infatti, varia �?? come massimo - da 1 a 5 unità, principalmente nell'industria tessile. La situazione in merito all'organizzazione dei diritti sindacali è assai varia. Il sindacato è maggiormente integrato nell'ambito dell'industria tessile. In alcune imprese tutti o una parte dei lavoratori sono organizzati nel sindacato, mentre, laddove questo non esiste, si cerca di intraprendere o sono in corso le attività necessarie per organizzarsi sindacalmente. Anche nelle industrie degli altri settori generalmente esiste l'organizzazione sindacale o ci sono tentativi di arrivare alla sua costituzione. E' stato appurato che esiste un buon dialogo sociale nelle imprese in cui i lavoratori sono organizzati nel sindacato, mentre in quelle dove la rappresentanza sindacale è in via di costituzione o in cui soltanto una parte degli impiegati è organizzata nel sindacato, i datori di lavoro evitano il dialogo sociale.
La situazione più anomala sembra potersi rilevare nel commercio: neanche una risposta ottenuta dai questionari distribuiti indica la mancanza di qualsiasi tentativo di organizzazione sindacale e non viene neppure menzionata una specifica attività che sembrerebbe ostacolare i lavoratori a organizzarsi in questo senso. Si potrebbe giungere quindi alla conclusione che si tratta di un disinteresse da parte dei lavoratori, anche se ciò non si può affermare categoricamente. Il motivo infatti potrebbe doversi ricercare anche in una grande fluttuazione dei lavoratori, che quindi non sono abbastanza a lungo legati a un'impresa da poter intraprendere una qualsiasi attività volta all'organizzazione sindacale. In ogni caso, si tratta di uno stato di cose che non dovrebbe venir trascurato, bensì sarebbe opportuno cercarne le cause.
Una delle domande del questionario era: «Cosa bisognerebbe fare per aiutare i lavoratori a vedersi riconosciuti i propri diritti sindacali e contrattuali?». Tutte le risposte rilevate possono essere ricondotte a un unico comune denominatore: i sindacati dovrebbero essere più aggressivi nel far conoscere ai lavoratori i loro diritti e nell'organizzazione della tutela degli stessi. Viene inoltre sostenuto come molto significativo instaurare dei contatti con i livelli territoriali dei sindacati, ma anche esporre i problemi a livello internazionale. Si raccomanda l'instaurazione di contatti fra i sindacati croati e italiani, in particolare per informare sul trattamento e sui diritti dei lavoratori nelle imprese madri italiane.
Tabella 5. Risultati del sondaggio sindacale sulla delocalizzazione delle imprese italiane del Friuli Venezia Giulia e del Veneto in Croazia
| Attività | Nome dell'impresa in Italia e in Croazia | Regione italiana d'origine e località croata di insediamento | Numero di lavoratori totali (tra cui numero di lavoratori italiani) | In quali imprese sono rappresentati i sindacati? | Quali attività hanno ostacolato i lavoratori nella realizzazione dei diritti sindacali? | Cosa si dovrebbe fare per veder riconosciuti i diritti sindacali dei lavoratori di queste imprese? | Quali esperienze di delocalizzazione hanno avuto effetti sull'occupazione nella regione italiana d'origine dell'impresa? | Quali di queste hanno avuto significativi effetti sulla loro ristrutturazione? | |
| Industria tessile | Filati e colorazione dei filati | Ziche (I e HR) | Veneto/ Zagabria | 60 | - | - | Instaurare contatti con i sindacati regionali e quelli nell'impresa | - | - |
| Produzione di filati | Bonzai group/ Bulgari | Non conosciuto/ Oroslavlje | 100 (1) | Sindacalmente organizzati | Esiste un buon dialogo sociale | Sono in corso le trattative collettive | - | - | |
| Bonzai/ Orofilum | 30 (1) | ||||||||
| Cucito | Benetton | Osijek | 600 (2-5) | Una parte dei lavoratori è sindacalmente organizzata | I datori evitano il contratto collettivo | Esporre i problemi a livello internazionale, approccio più aggressivo | - | ||
| Antonazzo (Collaboratore esterno della Benetton) | 200 (2-5) | - | - | ||||||
| Confezione Osijek (Collaboratore esterno della Benetton) | 250 (2-5) | - | - | ||||||
| Confezione Beli manastir | Beli manastir | 400 (2-5) | Tentativo d'istituzione del sindacato | - | - | ||||
| Euroteam | Non conosciuto/ Sv. Nedjelja | 150 (3) | Hanno i rappresentanti sindacali | - | - | - | - | ||
| Attività | Nome dell'impresa in Italia e in Croazia | Regione italiana d'origine e località croata di insediamento | Numero di lavoratori totali (tra cui numero di lavoratori italiani) | In quali imprese sono rappresentati i sindacati? | Quali attività hanno ostacolato i lavoratori nella realizzazione dei diritti sindacali? | Cosa si dovrebbe fare per veder riconosciuti i diritti sindacali dei lavoratori di queste imprese? | Quali esperienze di delocalizzazione hanno avuto effetti sull'occupazione nella regione italiana d'origine dell'impresa? | Quali di queste hanno avuto significativi effetti sulla loro ristruttura- zione? | |
| Industria del settore del legno | Lavorazione del legno | Calligaris | Friuli Venezia Giulia/non conosciuto | 250 | Hanno i rappresentanti sindacali | - | Contattare i sindacati in Croazia allo scopo di informare i lavoratori sul trattamento e i diritti dei lavoratori nelle imprese madri italiane | Aumentare il numero di lavoratori | Una maggiore professionalità nella commercia-lizzazione |
| Segheria | Garzitto Luciano | Friuli Venezia Giulia/non conosciuti | - | - | - | - | - | ||
| Commercio | Profumeria | Acqua e sapone, Limoni | non conosciuto | - | - | - | Instaurare dei contatti fra i sindacati italiani e croati | - | - |
| Supermarket | Billa-Standa, Familia, Carrefour, Pam | Veneto | - | - | - | - | - | ||
| Materiale elettrico | EL mah | Parma/Sv. Nedjelja | 10 | - | - | - | - | - | |
| Attività | Nome dell'impresa in Italia e in Croazia | Regione italiana d'origine e località croata di insediamento | Numero di lavoratori totali (tra cui numero di lavoratori italiani) | In quali imprese sono rappresentati i sindacati? | Quali attività hanno ostacolato i lavoratori nella realizzazione dei diritti sindacali? | Cosa si dovrebbe fare per veder riconosciuti i diritti sindacali dei lavoratori di queste imprese? | Quali esperienze di delocalizzazione hanno avuto effetti sull'occupazione nella regione italiana d'origine dell'impresa? | Quali di queste hanno avuto significativi effetti sulla loro ristruttura- zione? | |
| Industria | Produzione di piloni di cemento | TBS | Non conosciuto/ Zagabria | 28 | Non sono organizzati sindacalmente e non vogliono esserlo | I lavoratori non hanno dimostrato interesse | Informare i lavoratori sulla organizzazione sindacale | - | - |
| Produzione e lavorazione del vetro | FINING/ Lipik glas | Veneto/ Slavonia | 270 | Il sindacato esiste (EKN) | - | - | - | - | |
| Lavorazione di elementi per sedie e tavoli | MDI/Konak | Veneto/ Vrbovec | 17 | - | - | - | - | - | |
| Produzione di utensili | EUROZAPA/ Tang | Veneto/ Nova Gradiška | 130 (1) | Esiste la organizzazione sindacale | Non è stato firmato il contratto collettivo (sciopero preannunciato) | Inizio del dialogo sociale | - | - | |
La posizione e l'opinione degli investitori italiani sui lavoratori utilizzati nelle imprese affiliate croate traspare dalle loro dichiarazioni in occasione dell'incontro con i rappresentanti del Ministero italiano per le attività produttive. Essi sono d'accordo che i lavoratori hanno dimostrato un alto livello di professionalità nel lavoro. Ciò non stupisce, considerando che i risultati delle ricerche effettuate dimostrano come, in linea di massima, nelle imprese prevalentemente di proprietà straniera, sono impiegati lavoratori più giovani (figura 5), i quali hanno in prevalenza stipendi migliori rispetto ai lavoratori impiegati nelle imprese che sono prevalentemente in mano di proprietari croati (figura 6).
Figura 5. Età media dei lavoratori, secondo la proprietà dell'impresa nel 2003
Fonte: Pološki, N., Franjić, D.: Indici e competitività della forza lavoro croata, www.ijf.hr
Figura 6 Livelli di stipendio in kune di tutti gli impiegati, secondo la proprietà dell'impresa nel 2003
Fonte: Pološki, N., Franjić, D.: Indici e competitività della forza lavoro croata, www.ijf.hr
Infine, per quanto riguarda le future attività sindacali, è opportuno evidenziare un alto tasso di assenteismo nelle imprese private di proprietà di stranieri rispetto a quelle di proprietà croata (tabella 6). Siccome il problema legato all'assenteismo sul lavoro è particolarmente accentuato nella produzione, ovvero nell'industria, si potrebbe giungere alla conclusione che le cause di ciò siano da ricercare in una troppo forte intensità lavorativa, negli straordinari e nell'insufficienza di tempo libero, che in ultima analisi viene evidenziata con la malattia. In ogni caso, si tratta di un fenomeno che dovrebbe venir analizzato dai sindacati perchè il tasso di assenza che supera il 6% è un segno di allarme, ovvero indica un turbamento nei rapporti fra datori di lavoro e impiegati.
Tabella 6. Tassi complessivi di assenteismo senza i permessi di maternità, secondo l'attività, l'entità e la quota di proprietà nelle imprese per il 2003 (media matematica)
| Attività dell'impresa | Produzione | 6,3 |
| Commercio | 4,3 | |
| Altri servizi | 5,5 | |
| Edilizia | 1,7 | |
| Entità dell'impresa | Piccola | 3,6 |
| Medio piccola | 4,2 | |
| Medio grande | 9,5 | |
| Grande | 5,3 | |
| Proprietà dell'impresa | In maggior parte statale | 7,4 |
| In maggior parte privata nostrana | 4,1 | |
| In maggior parte privata estera | 6,3 |
Fonte: Pološki, N., Franjić, D.: Indici e competitività della forza lavoro croata, www.ijf.hr
